AIRBAG TAKATA DA SOSTITUIRE

Airbag Takata: nuove regole per revisioni e passaggi di proprietà

13/07/26

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha introdotto nuove misure per accelerare la messa in sicurezza dei veicoli ancora coinvolti nelle campagne di richiamo degli airbag Takata. I dispositivi prodotti dall’azienda giapponese si sono rivelati nel tempo molto pericolosi, possono malfunzionare e provocare la proiezione di frammenti metallici nell’abitacolo, con conseguenze potenzialmente gravissime. Per questo motivo, tutti i veicoli con un richiamo Takata ancora pendente vengono considerati in una situazione di “rischio grave” fino alla sostituzione del componente difettoso.

Una delle principali novità sottolineate dal Ministero in una nota riguarda le revisioni periodiche. Prima di iniziare i controlli, l’ispettore dovrà verificare attraverso il numero di telaio (VIN) l’eventuale presenza di un richiamo Takata non ancora eseguito.

Per i veicoli classificati “Stop Drive”, la revisione avrà esito “Ripetere – sospeso dalla circolazione”. Il veicolo potrà circolare soltanto nei casi e nei tragitti strettamente previsti per consentire la messa in sicurezza e la successiva revisione.

Per gli altri veicoli interessati da un richiamo Takata con rischio grave, ma senza “Stop Drive”, è previsto un periodo transitorio: fino al 30 settembre 2026 sarà possibile ottenere l’esito positivo della revisione presentando la prenotazione ufficiale dell’intervento di sostituzione o la documentazione prevista dal decreto. Dal 1° ottobre 2026, invece, un veicolo non ancora risanato riceverà l’esito “Ripetere” e dovrà essere sottoposto a una nuova revisione dopo la sostituzione dell’airbag.

Il decreto prevede inoltre l’inserimento di un ostativo nell’Archivio Nazionale Veicoli per i mezzi che non hanno completato il richiamo, con il conseguente blocco dei servizi di Motorizzazione fino alla comunicazione dell’avvenuto ripristino.

La sostituzione dell’airbag deve essere effettuata gratuitamente, senza costi per ricambi, manodopera o materiali. Nei casi “Stop Drive”, i costruttori devono inoltre garantire, di norma, l’intervento entro 30 giorni dalla richiesta e adottare misure per limitare i disagi alla mobilità dell’utente.

Le verifiche vengono estese anche ai passaggi di proprietà, alle immatricolazioni e alle importazioni. In presenza di un richiamo pendente, l’acquirente dovrà essere informato e, in caso di trasferimento di proprietà, sottoscrivere una dichiarazione che attesti la conoscenza del difetto.

Il nuovo sistema coinvolge quindi centri di revisione, Motorizzazione, studi di consulenza automobilistica, PRA, officine e altri operatori del settore, con l’obiettivo di intercettare i veicoli ancora non messi in sicurezza e completare le campagne di richiamo nel minor tempo possibile.

Le disposizioni si applicano a tutti i veicoli immatricolati in Italia interessati dai richiami Takata, indipendentemente dall’età del mezzo.

 

QUI LE FAQ DEL MINISTERO (E LISTA DEI VEICOLI INTERESSATI)



Categoria: Confcommercio Mobilità