IL COMUNICATO STAMPA

RITORNO AL FUTURO: 10 anni di Confcommercio Mobilità

Confcommercio Mobilità celebra dieci anni e apre il dibattito sul futuro dell’ automotive europeo

10/11/25

Ritorno al Futuro: Confcommercio Mobilità celebra dieci anni e apre il dibattito sul futuro dell’automotive europeo

Milano, 10 novembre 2025 – Confcommercio Mobilità ha celebrato i suoi primi dieci anni con un grande evento ospitato a Palazzo Bovara – Sala Colonne, in Corso Venezia 51 a Milano, dal titolo “Ritorno al Futuro: 10 anni di Confcommercio Mobilità”.

L’anniversario è stato anche un’importante occasione di confronto sulle sfide che attendono il settore dell’automotive e della mobilità, in un momento segnato da nuove aperture europee sul principio della neutralità tecnologica e sul riconoscimento dei biocarburanti tra le soluzioni utili alla decarbonizzazione.

Il dibattito si è inserito nel rinnovato contesto politico delineato dalle recenti dichiarazioni della Presidente della Commissione Europea, che hanno riacceso il confronto sulle regole imposte al comparto automobilistico. L’incontro ha rappresentato così il primo appuntamento pubblico con i Parlamentari europei italiani dopo questi segnali di possibile revisione normativa.

Un evento per riflettere sul futuro della mobilità

Ad aprire i lavori è stato Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Confcommercio Mobilità

Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Confcommercio Mobilità: “Buongiorno a tutti e grazie per essere intervenuti. Dieci anni di Confcommercio Mobilità: dieci anni fa abbiamo avuto l’idea di costituire una federazione dedicata al tema della mobilità. Oggi contiamo cinque federazioni all’interno di Confcommercio Mobilità e possiamo dire di rappresentare una vera e propria filiera. Questa è una data importante, che coincide anche con i dieci anni da un fatto grave che ha segnato il settore automotive: il Dieselgate. All’epoca il problema riguardò Volkswagen, un evento che ha distolto l’attenzione dalla fabbrica al carburante  (centraline restituivano dati diversi da quelli dichiarati). Una grande Casa automobilistica come Volkswagen, con la sua forza, riuscì a spostare l’attenzione su altro. Tuttavia, quell’evento diede origine a una vera e propria crociata contro il diesel, con conseguenze pesantissime per il settore. Nel 2019 arrivò la candidatura di Ursula von der Leyen, insieme ad altri candidati alla Commissione Europea. Una volta eletta, grazie anche al sostegno dei Verdi e al cambio di maggioranza favorito da un partito italiano, il suo leitmotiv divenne la ‘transizione energetica’, il ‘Green Deal’. Non è un obiettivo sbagliato: ridurre l’impronta carbonica è un impegno condivisibile da tutti. Tuttavia, da questa impostazione è nata un’ideologia che ha considerato le emissioni di CO₂ solo allo scarico, e non durante l’intero ciclo di vita del veicolo. C’è un solo tipo di vettura in grado di raggiungere lo zero emissioni allo scarico: quella elettrica. L’obiettivo sarebbe dovuto essere quello di favorire una pluralità di tecnologie in grado di evolvere nel tempo, invece questa visione ha portato a un’ideologia che non ha tenuto conto di un fatto: la Cina deteneva già allora il predominio in questo settore. Così, abbiamo finito per ridurre al minimo la produzione automobilistica europea. La Commissione Europea emette regolamenti e impone norme senza chiedersi se siano realmente sostenibili. Creando un regolamento come il Green Deal, ha pensato che il mercato si sarebbe automaticamente adeguato. Ma non esistendo le giuste condizioni, quella si è rivelata un’operazione miope, segno di un’incapacità di guardare avanti. In Europa circolano circa 255 milioni di vetture (parco circolante) e solo 1,7% è elettrico. I numeri parlano chiaro: come si può pensare di ribaltare questa proporzione in tempi così brevi?“.

Guido Damini, Storico, DI e Content Creator: “Gli antichi Romani avevano una visione tutta loro: il dio delle transizioni aveva due volti, uno rivolto al passato e uno al futuro. Era lo stratega per eccellenza. Se oggi cerchiamo un futuro incerto nella storia della mobilità, la scelta più sensata è proprio quella di chiamare uno storico. Siamo passati dalla treggia (una sorta di slitta) all’auto elettrica. Tutte le civiltà si sono sviluppate grazie alla capacità di muoversi: senza mobilità, non esiste civiltà. Oggi l’Occidente punta tutto sull’elettrico, ma così rischia di essere una civiltà che si autodistrugge”.

Dal dibattito emerge che in questo momento storico manca una consapevolezza della strada tracciata nell’automotive.

Per l’occasione è intervenuto in collegamento da Bruxelles anche Raffaele Fitto, Vicepresidente della Commissione Europea, che ha dichiarato: “Il tema della Vostra conferenza, Ritorno al futuro, di pensare oggi alla mobilità del domani, è quanto mai attuale. La sostenibilità ambientale del settore dei trasporti, la valorizzazione dell’industria europea e la necessità di costruire la nostra autonomia strategica sono al centro delle politiche a Bruxelles.”

Nel corso della mattinata si è svolta una tavola rotonda con la partecipazione dei membri italiani delle Commissioni ITRE, TRAN, IMCO ed ENVI del Parlamento Europeo, oltre a rappresentanti della Camera dei Deputati, della Regione Lombardia e del Comune di Milano.

Un confronto di alto profilo che ha permesso di analizzare scenari, politiche e strategie per accompagnare la transizione energetica del settore, nel rispetto delle peculiarità del tessuto produttivo e commerciale italiano, seguito dall’intervento istituzionale del Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

Matteo Salvini Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: ”Buon compleanno a Confcommercio Mobilità, un saluto gli europarlamentari presenti. Hai accennato all’Europa, ma la situazione attuale è un vero e proprio suicidio. Si parla di biocarburanti e neutralità, ma ormai è tardi. Io proposi l’ok ai biocarburanti circa tre anni fa, quando il governo si era appena insediato. Cosa possiamo ancora salvare? Speriamo qualcosa. È stata una follia guidata dai tedeschi, con la complicità di parlamentari italiani che per anni hanno votato a favore del Green Deal.

E ora guardiamo a Stellantis: cosa ci resta da fare? Dobbiamo investire in ricerca e sviluppo, lavorando insieme ai tecnici di Anas e del Politecnico, dove si stanno sviluppando le strade intelligenti e si stanno sostenendo le case automobilistiche con sistemi di guida avanzata. Sono stato in Cina, con i rappresentanti di BYD, un’azienda che impiega migliaia di ingegneri nella ricerca e sviluppo. E allora mi chiedo: cosa possiamo fare oggi? Non dobbiamo rallentare il Green Deal, ma azzerarlo, chiedendo scusa, perché è stato un enorme abbaglio, se vogliamo essere ottimisti, o una vera e propria truffa, se vogliamo essere realisti. Dobbiamo pensare a un nostro modello di sviluppo, altrimenti l’Europa si ridurrà a un vaso rotto. Confcommercio è fondamentale perché offre un luogo di confronto tra le parti. A Milano, oggi, ci sono diverse aree (A, B e C) che stanno trasformando la città in uno spazio accessibile solo ai ricchi. La mobilità deve essere parte di un disegno urbano equilibrato, inclusivo, non riservato a pochi. Le piste ciclabili vanno benissimo, e ne stiamo finanziando decine, ma attorno ai laghi, non all’interno delle città, dove finiscono per bloccare la circolazione. Dobbiamo invece incentivare le due ruote, moto e scooter, permettendo loro di percorrere le corsie preferenziali. A Milano oggi è quasi impossibile muoversi. I milanesi vedranno presto l’estensione della corsia protetta e il finanziamento del prolungamento delle linee verso Sesto, Cinisello e Monza, con sette nuove fermate. L’Europa non deve fermarsi: deve azzerare la follia che ha avvalorato negli ultimi anni. L’Italia ha aziende in grado di competere ad armi pari con la Cina. Tra meno di tre mesi, il 6 febbraio, ci sarà l’inaugurazione di Milano Cortina: un momento importante per il Paese. Conto di tornare presto in Confcommercio, con cui ho un rapporto proficuo. Andiamo a rivedere le rassegne stampa di tre anni fa: gli errori sono sotto gli occhi di tutti. Potete contare sul contributo del Ministero dei Trasporti, che rappresento con orgoglio come milanese nato e cresciuto. Prepariamoci a costruire una Milano per tutti: le prossime elezioni comunali rappresentano un’opportunità per l’intera città.”



Categoria: Confcommercio Mobilità